19 novembre 2017
Aggiornato 03:30
affidamento del servizio

Petizione pro centro faunistico Terranova a San Canzian d'Isonzo, ascoltati i cittadini

Ha raccolto 12.496 firme in venti giorni, più altre quasi mille sono arrivare in un'altra raccolta e ci sono state ben 12.688 visioni on line, oltre al sostegno esplicito e convinto di decine e decine di enti e associazioni

Petizione pro centro faunistico Terranova a San Canzian d'Isonzo, ascoltati i cittadini (© Web)

SAN CANZIAN D'ISONZO - Ha raccolto 12.496 firme in venti giorni la petizione a sostegno del centro ricevimento, mantenimento e liberazione della fauna selvatica in difficoltà di Terranova a San Canzian d'Isonzo, più altre quasi mille sono arrivare in un'altra raccolta e ci sono state ben 12.688 visioni on line, oltre al sostegno esplicito e convinto di decine e decine di enti e associazioni.

La petizione è stata depositata in Consiglio regionale e ricevuta dal presidente Franco Iacop, assieme a tanti consiglieri di tutti i Gruppi, a ulteriore dimostrazione di come la richiesta sia condivisa e sostenuta. E, caso piuttosto raro, l'emendamento (bipartisan e a firma lunga) per risolvere la situazione è già stato depositato e verrà discusso nel corso dell'esame del disegno di legge su programmazione e contabilità. Così il presidente Iacop ha potuto assicurare Lorena Baradel, sorella di Damiano, titolare del centro faunistico, che la petizione seguirà comunque il suo iter, sarà trasmessa alla competente Commissione consiliare e in quella sede ci sarà la possibilità di verificare l'impatto della norma posta all'attenzione del Consiglio regionale.

La petizione, aveva precisato la consigliera regionale Ilaria Dal Zovo parlando anche a nome dei numerosi colleghi presenti, chiede alla Regione di rivedere il bando d'affidamento del servizio e di mantenere in provincia di Gorizia un centro di eccellenza come questo, uno dei primi in Italia, che in 17 anni è diventato un punto di riferimento per il territorio.

Con l'approvazione dell'emendamento proposto dalla maggioranza e sottoscritto anche dai consigliere di opposizione, si pone temporaneamente fine alla questione legata al centro faunistico di Terranova scoppiata poche settimane fa. Interviene la pentastellata: «Qualche sassolino dalla scarpa, adesso, ce lo possiamo togliere. Se alla fine la maggioranza di centrosinistra è stata costretta ad agire per risolvere il problema, è solo perché è diventato evidente al mondo intero che il bando fosse stato scritto con i piedi; lo ha confermato lo stesso assessore in Aula. A dimostrazione di ciò, ci sono stati innumerevoli interventi da parte di enti e persone altamente qualificate (Isola della Cona, forestali, riserva di Miramare e molti altri), che pubblicamente hanno sostenuto la qualità del centro di Terranova. Centinaia di cittadini e decine di associazioni, alcune riconosciute a livello nazionale, si sono attivate inoltre per raccogliere le firme della petizione che è stata depositata in Consiglio regionale. In soli cinque giorni la petizione on-line ha raggiunto, infatti, un numero straordinario di adesioni, toccando lunedì 23 ottobre quota 12.688. Una cifra incredibile, alla quale vanno sommate anche le oltre 13 mila firme raccolte sui moduli della petizione consegnata nelle mani del presidente del Consiglio regionale. Numeri che parlano da soli. Quando si toccano strutture di questo tipo, che così tanti cittadini apprezzano per l'amore, la competenza e la dedizione dimostrata giorno dopo giorno dai gestori del centro di Terranova, è normale che si chieda alla Regione di riparare i danni fatti. Ancora una volta i cittadini hanno lanciato un messaggio importante a chi ricopre ruoli istituzionali: la politica deve sempre ascoltare i cittadini di questa regione. Fortunatamente per una volta - forse l'unica - i cittadini sono stati ascoltati, anche grazie alle pressioni che noi del MoVimento 5 Stelle e altri consiglieri di opposizione abbiamo esercitato fin da subito nei confronti dell'assessore Panontin. Speriamo che la situazione venga risolta una volta per tutte con il nuovo bando. Ci auguriamo venga predisposto tenendo conto anche delle specificità dei territori e dei centri che sul territorio sono presenti. Va messa la parola fine a questo modo di operare. I cittadini vanno ascoltati, sempre».