27 aprile 2018
Aggiornato 02:30
per Jazz&Wine of Peace Festival 2017

Un'edizione limitata di Santon Vermouth - Borgo San Daniele con un'etichetta di Beppe Giacobbe

Uno dei prodotti-bandiera della realtą guidata dai fratelli Alessandra e Mauro Mauri uscito in edizione speciale per la manifestazione con 120 bottiglie numerate

Un'edizione limitata di Santon Vermouth - Borgo San Daniele con un'etichetta di Beppe Giacobbe (© Foto Luca d'Agostino)

CORMONS - «Se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte» scriveva Gustave Flaubert nelle sue Memorie di un pazzo. Parole che sembrano vergate appositamente per descrivere l'amicizia che lega il genio di Beppe Giacobbe ai vini dell'azienda agricola Borgo San Daniele, e che si è manifestata nei giorni scorsi, con la realizzazione da parte del Maestro di un'etichetta ad hoc in occasione del Festival Jazz&Wine of Peace per valorizzare uno dei prodotti-bandiera della realtà guidata dai fratelli Alessandra e Mauro Mauri, il Vermouth Santon, uscito in edizione speciale per la manifestazione organizzata dall'associazione Controtempo con 120 bottiglie numerate.

Connubio illustratore milanese e Festival
Già lo scorso anno il celebre illustratore milanese aveva donato il proprio estro artistico per alcune etichette che avevano impreziosito l'edizione 2016 di Jazz&Wine of Peace, ma quest'anno il connubio tra il Maestro e il Festival ha visto l'aggiunta di quest'ulteriore tassello rappresentato dalle illustrazioni con cui Giacobbe ha reso visivamente ancor più graziosa la confezione del primo vermouth agricolo prodotto in regione. Qualcosa sicuramente «da adorare», per citare ancora una volta Flaubert: perché non solo l'arte – quella di Giacobbe in primis – ma anche il Vermouth Santon forgiato dalle sapienti mani di Mauro e Alessandra Mauri racchiude in sé quel «qualcosa di santo, di puro, di sublime, capace di assecondare questo smisurato desiderio dell'infinito e del vago che chiamano anima».