15 dicembre 2017
Aggiornato 13:00
venerdì 24 novembre alle 9.30

All'Università di Gorizia sarà ospitato il Convegno nazionale "La seta e il suo futuro"

Otto relatori di rilievo nazionale per un progetto di valorizzazione della sericoltura, tra medicina, ricerca e applicazioni innovative. La partecipazione al convegno è gratuita e ad ingresso libero; gradita la prenotazione

All'Università di Gorizia sarà ospitato il Convegno nazionale "La seta e il suo futuro" (© Ersa)

GORIZIA –  Una giornata dedicata alla seta e alle sue applicazioni promossa dall’ERSA per illustrare gli utilizzi concreti di questo materiale nei diversi ambiti scientifici. Di questo e di molto altro si parlerà al convegno nazionale 'La seta e il suo futuro. Tra medicina, ricerca e applicazioni innovative', ospitato dall’Università di Trieste presso l’Aula Magna del Polo Universitario di Gorizia (via Alviano, 18 Gorizia) venerdì 24 novembre dalle 9.30 alle 17.30. Al convegno interverranno l’Assessore regionale alle Risorse agricole e forestali Cristiano Shaurli, la dott.ssa Paola Coccolo, direttrice amministrativa di Ersa. Seguirà l’introduzione del dott. Duilio Contin, direttore della Bibliotheca Antiqua Aboca di Sansepolcro, che ha curato il convegno congiuntamente alla dott.ssa Coccolo. La partecipazione al convegno è gratuita e ad ingresso libero; gradita la prenotazione. Per informazioni scrivere a seta@ersa.fvg.it

Parte di un progetto triennale
Si tratta dell’ultimo step di un progetto triennale dedicato alla filiera etica e biologica della seta. Il percorso è iniziato due anni fa con una mostra volta a riscoprire la tradizione della coltura dei bachi e della lavorazione della seta sul territorio e con la presentazione del ricco patrimonio librario e documentale della biblioteca Ersa a far data dal 1869 (anno della nascita dell'Istituto bacologico di Gorizia, primo ente pubblico in Europa che si dedica allo sviluppo dell'agricoltura, istituito con il decreto imperiale sottoscritto da Franz Josef). Proseguito lo scorso anno con una mostra dedicata alla realtà delle filande del ‘900, il progetto si completa ora con un convegno rivolto a tutti gli operatori, studenti, professori, professionisti ed esperti dei numerosi settori che interessano e toccano la sericoltura: alimentare e della ricerca, agricolo e della moda, medico-chirurgico, dermatologico e di avanguardia nella produzione. Otto relatori di rilievo nazionale illustreranno le applicazioni innovative della seta offrendo una panoramica sulle reali potenzialità di sviluppo della sericoltura e quindi della gelsibachicoltura, ognuno nel proprio settore e dal proprio punto di vista. Il giornalista scientifico Fabio Pagan farà da moderatore e coordinerà gli interventi. 

Convegno nazionale
Ad aprire il convegno saranno Giuseppe e Antonio Bozzaotra con un intervento sull’alimentazione e prodotti cosmetici dal titolo 'La produzione della farina di baco da seta; il trattamento cosmetico con la sericina della seta'.  La ricerca sperimentale sarà l’oggetto del secondo intervento, dal titolo 'Lo stato della ricerca nella produzione sericola di alta qualità', che sarà tenuto da Silvio Faragò. Elisa Tomat farà luce su come coltivare il gelso e rivalorizzare il paesaggio focalizzando il suo intervento sugli 'Aspetti botanici e paesaggistici della pianta del gelso'. A raccontare 'L’importanza della seta di alta qualità nella Moda' sarà Daniele Buratti, che chiuderà la mattinata con un approfondimento sulle proprietà del pregiatissimo materiale. Il pomeriggio sarà dedicato ad interventi più strettamente dedicati al campo medico e della ricerca: non poteva mancare Marco Zerini che, parlando di 'Avanguardia tecnico-scientifica nelle suture medicali – dentali chirurgiche', metterà a confronto la seta con i nuovi materiali. Le 'Esperienze con la fibroina medicata' e i risultati ottenuti dall’applicazione di tessuti medicati in varie patologie saranno invece spiegati ed illustrati dalla dermatologa Maria Concetta Pucci Romano. A chiudere il convegno sarà Enzo Montagner, che da molti anni si occupa di ricerca e produzione, con un intervento su 'Le fibre di seta medicata e altri derivati della seta'.

Le opportunità della bachicoltura
«La finalità principale dell’Ersa è quella di illustrare con esempi concreti le opportunità di sviluppo economico che un’attività come la bachicoltura può offrire ancora oggi. - osserva Cristiano Shaurli, assessore regionale alle Risorse agricole - Non va dimenticato che questa attività è fortemente radicata sul territorio: fu introdotta nel Quattrocento e nel corso dei secoli acquistò grande valore per la sussistenza delle economie familiari e per la nascente industrializzazione del territorio, confermandosi una componente significativa dell’agricoltura friulana fino al secondo dopoguerra». Continua Shaurli sottolineando l’importanza del convegno: «Sull’onda del rinnovato interesse per la sericoltura e nell’ambito della diversificazione produttiva e della multifunzionalità delle aziende agricole, il convegno del 24 novembre voluto da Ersa diventa un'occasione da non perdere per tutto il settore agricolo. Un’opportunità per far conoscere gli utilizzi futuri della seta attraverso l'incontro fra professionisti - in campo medico, scientifico e della ricerca - e le realtà agricole, coinvolgendo anche i giovani degli istituti scolastici, i docenti, le associazioni di categoria, gli ordini di professionisti e tutti gli interessati». 

Promozione della sericoltura
Come osserva la direttrice amministrativa di Ersa - Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, Paola Coccolo, che ha seguito il progetto fin dall’inizio: «Il convegno completa un articolato progetto triennale costruito e sviluppato da Ersa, volto a valorizzare la sericoltura e a promuoverne la produzione per favorire la rinascita del settore agricolo della gelsibachicoltura, che può rappresentare un fattore di importante sviluppo economico e culturale nella nostra regione. Il progetto ci porta, oggi, a parlare degli sbocchi e delle opportunità concrete di sviluppo per chi volesse riprendere in mano un’attività come la coltura dei bachi e la lavorazione della seta. Attività che, nella nostra regione – e non solo - è stata molto fiorente in passato e può ritornare ad esserlo in futuro».