19 novembre 2017
Aggiornato 03:30
giovedì 16 novembre alle 20.30

A Lucinico la presentazione del libro di Egle Taverna, iniziativa culturale della Cassa rurale Fvg

Il libro sarà presentato da Gabriele Zanello, mentre l’autrice stessa e Bruno Tofful leggeranno degli stralci.

A Lucinico la presentazione del libro di Egle Taverna, iniziativa culturale della Cassa rurale Fvg (© Egle Taverna)

LUCINICO - Un percorso poetico nella marilenghe, per fermare nel tempo parole e ricordi in modo che non vadano perduti: così Egle Taverna definisce il suo 'Claps dal Lusinc - Sassi dell’Isonzo', libro in cui poesie e racconti diventano una testimonianza di valori legati al recupero delle tradizioni e delle radici, regalando nello stesso tempo nuove emozioni e sensazioni. Il volume sarà presentato giovedì 16 novembre alle 20.30 nella sala Faidutti di via Visini a Lucinico, in quello che sarà il primo evento culturale promosso dalla Cassa rurale Fvg. A introdurre l’incontro sarà Tiziano Portelli, presidente della Cassa rurale Fvg, affiancato da Luigi Geromet, già presidente dell’Istituto Achille Tellini. Il libro sarà presentato da Gabriele Zanello, mentre l’autrice stessa e Bruno Tofful leggeranno degli stralci.

Lo spirito della pubblicazione
Già il titolo della pubblicazione ne racchiude lo spirito: l’umile ciottolo, levigato dalla corrente del fiume, è sinonimo di qualcosa di perenne, il cui destino è quindi di rimanere pressoché inalterato nel tempo. Egle Taverna nelle sue composizioni propone una serie di immagini della memoria capaci di rievocare momenti fondamentali della vita, rimarcando così lo stretto legame tra passato e presente: le voci delle persone care, i colori e gli odori, il paesaggio, la bellezza della natura nell’evolvere delle stagioni, la prima aria di primavera, i colori dell’estate.

Pubblicazione in marilenghe
La scelta di scrivere in friulano è spiegata dalla stessa autrice nella prefazione al libro: «Poesia in marilenghe è poesia sincera, genuina, mai ermetica, che tende all’intimo, alla verità che giace al fondo, una verità che possa valere non solo per se stessi, ma anche per gli altri, quando attraverso metafore va a cercare quei nodi di luce che sono speranza, luce per tutti. Insomma con la marilenghe è stato un approccio diretto, ho riscoperto anche se tardi il piacere di scrivere nella lingua materna, con un linguaggio semplice, nel concretizzarsi di 'un tempo ritrovato' in cui l’esperienza di vita vissuta diventa sedimento di 'saggezza' e riflessioni, nostalgie, dolori ed emozioni e soprattutto gli ideali di un’esistenza salgono in superficie e, attraverso il sentimento e la sensibilità, diventano parola scritta».