15 dicembre 2017
Aggiornato 13:00
Imprese

Serracchiani, il manifatturiero è essenziale per il futuro del Fvg

'L'Italia e il Friuli Venezia Giulia sono pronti a questa sfida?', il quesito riguarda il momento storico che stiamo vivendo nella cosiddetta 'quarta rivoluzione industriale', ovvero la relazione tra le nuove tecnologie e il lavoro

Giuseppe Bono (AD Fincantieri), Debora Serracchiani, Alfonso Di Leva (ANSA FVG) e Angelo Colombini (CISL) alla tavola rotonda della CISL FVG "Industry 4.0" (© Regione Friuli Venezia Giulia)

MONFALCONE - «L'Italia e il Friuli Venezia Giulia non possono permettersi di fare a meno del manifatturiero, in particolare della siderurgia, altrimenti c'è il rischio di perdere il tessuto produttivo dei territori. Per questo l'atteggiamento che responsabilmente abbiamo assunto, cercando delle soluzioni condivise, è quello di far convivere il lavoro con la salute». Lo ha detto la presidente della Regione, Debora Serracchiani, intervenendo durante la tavola rotonda organizzata dalla Cisl e dedicata alla cosiddetta 'Quarta rivoluzione industriale', ovvero la relazione tra le nuove tecnologie e il lavoro, che porta al quesito: 'L'Italia e il Friuli Venezia Giulia sono pronti a questa sfida?'.

La presidente, rispondendo alle domande del direttore dell'Ansa Fvg, Alfonso Di Leva, ha ribadito che la Regione ha scelto di gestire il rapporto tra industria e territorio con il dialogo, facendo sì che le porte delle aziende si aprissero ai controlli. L'esempio, come ha sottolineato Serracchiani, è quello dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone che è sottoposto ad un'autorizzazione integrata ambientale aperta. «Ciò significa - ha spiegato Serracchiani - che, al sorgere di eventuali nuovi problemi, si possono individuare ed attuare delle soluzioni in corso d'opera. Sempre su Fincantieri e sull'importanza del dialogo tra istituzioni, impresa e territorio, la presidente ha ricordato la costruzione a Monfalcone di un parcheggio idoneo a coniugare la esigenze dell'azienda e quelle dei residenti».
Sul fronte del lavoro e dei paradossi ad esso legati anche in Fvg, la presidente ha citato il caso dei saldatori specializzati e della domanda di queste figure professionali che arriva dal mercato del lavoro. A tal proposito, come ha ricordato Serracchiani, la Regione ha organizzato dei percorsi formativi ad hoc destinati ai lavoratori cassintegrati. «Nonostante ciò -  ha spiegato la presidente - non siamo riusciti a coprire tutti i posti richiesti dalle aziende».

Il dibattito si è poi spostato sulla competitività del territorio, «fortemente legata alle infrastrutture», ha detto la presidente ricordando i tanti cantieri aperti in regione, tra i quali quello per la terza corsia della A4 i cui lavori procedono contemporaneamente al flusso veicolare. Inoltre, Serracchiani ha anche citato il 19 marzo del prossimo anno, quando il primo treno ad alta velocità arriverà nella stazione del nuovo polo intermodale dell'aeroporto di Ronchi dei Legionari «aprendo incoraggianti prospettive di sviluppo nel campo del turismo, soprattutto per la crocieristica visto il collegamento in meno di un'ora con Venezia».

Infine, la presidente ha parlato del ruolo strategico del porto di Trieste che, grazie ai decreti attuativi dei punti franchi, è diventato uno scalo dove le aziende possono lavorare i prodotti in regime di extradoganalità. Da qui, come ha rimarcato Serracchiani, l'interesse della Cina che ha individuato in Genova e Trieste i due scali italiani della Via della Seta. «Un risultato - ha evidenziato la presidente - raggiunto grazie alla presenza attiva della Regione a Pechino in occasione del Forum Cina-Italia dello scorso maggio».

E sempre in tema di competitività del territorio, Serracchiani ha citato il sistema universitario e scientifico del Friuli Venezia Giulia, i cui soggetti la Regione è riuscita a far dialogare e collaborare tra di loro nella progettazione dei programmi e nella richiesta di fondi statali. Ma la competitività si misura anche su quelle che è l'efficienza delle articolazioni della pubblica amministrazione. In tal senso la presidente ha sottolineato la soppressione della Province e i benefici che questa riforma ha portato, non ultimo quello del rinnovamento dell'organizzazione dei centri per l'impiego, adesso gestiti dalla regione attraverso l'Agenzia per il lavoro.

«Sono orgogliosa - ha concluso Serracchiani - del risultato della stabilizzazione degli operatori precari che lavorano in quegli uffici. Anche grazie a questo provvedimento adesso la struttura nel suo complesso dispone di un maggiore livello di operatività: basti pensare alle visite che l'Agenzia fa nelle aziende per intercettarne i bisogni occupazionali e declinarli in posti di lavoro, oppure al risultato conseguito per gli ex lavoratori della Coopca, con una percentuale del 90 per cento di assunti nelle altre aziende del territorio».