15 dicembre 2017
Aggiornato 13:00
in meno di una settimana superate 20.000 firme

#CambiaIkea fa il pieno, mobilitazioni anche nel punto vendita di Villesse

Punto vendita tra i pił performanti ma i risultati – denuncia la UILTuCS Fvg – «non si traducono in riscontro positivo per i lavoratori». Raccoglie consensi la petizione della campagna per 'pił dialogo, pił diritti e pił valori'

#CambiaIkea fa il pieno, mobilitazioni anche nel punto vendita di Villesse (© UIL FVG)

VILLESSE - Arriva anche alle porte di Ikea a Villesse la campagna da record #CambiaIkea. In meno di una settimana, la petizione lanciata dalla Uiltucs, Unione italiana dei lavoratori dei settori turismo, commercio e servizi, è arrivata a oltre 25 mila firme. Questo senza contare le oltre 5 mila già raccolte nella petizione che segue canali più tradizionali e che tutti possono trovare su www.uiltucs.it/cambiaikea. E non è finita qui. Infatti, in cantiere, c’è già il primo di una serie di eventi previsti in tutta Italia.

A Villesse 250 dipendenti
«Punteremo i fari anche sulle problematiche del nostro territorio», spiegano il Segretario Generale della UILTuCS del Friuli Venezia Giulia Matteo Zorn e la segretaria provinciale Marisa Furlan di Gorizia, che coordineranno a livello locale la campagna di 'lotta con il sorriso' lanciata dal sindacato Uil.
Il punto vendita di Villesse in cui sono attualmente occupati circa 250 dipendenti «è un negozio virtuoso, uno tra i primi punti vendita italiani per i risultati ottenuti, ma questi non si traducono in alcun riscontro positivo per i lavoratori, per – questo il tasto dolente in Ikea – gli spostamenti immotivati di reparto, i cambi continui di orario di lavoro e i troppi part-time. Inoltre non si procede a un’implementazione dell’orario contrattuale di questi lavoratori, come previsto dall’integrativo aziendale ma si assumono interinali. Anche qui in Ikea Villesse non è tutto rose e fiori e lo capiscono molto bene anche i clienti dai quali i lavoratori e le lavoratrici hanno trovato molta solidarietà e comprensione».

Una questione controversa: l'apertura del 26 dicembre
Tra le questioni più controverse anche la decisione unilaterale dell’azienda di tenere le serrande alzate anche il 26 dicembre, «senza coinvolgere i sindacati e andando contro quella che è l’ideologia della famiglia propagandata anche a livello pubblicitario dall’azienda».

Campagna #CambiaIkea
L'invito a sostenere la campagna #CambiaIkea, con il passare delle ore, sta diventando un appello mosso anche da clienti e colleghi, sindacalisti della UILTuCS e persone di buonsenso, che hanno letteralmente invaso la casella di posta del sindacato di categoria con immagini e selfie a sostegno dell’iniziativa, messaggi di solidarietà, mail di supporto e adesioni. L’intera segreteria confederale della Uil di Gorizia e Trieste e lo stesso Segretario Confederale Regionale Giacinto Menis hanno aderito, supportando la campagna con selfie e slogan, così come esponenti del sindacato europeo che si sono uniti alla UILTuCS e ai lavoratori per chiedere in modo esplicito al colosso svedese una nuova stagione di dialogo e riscoperta dei diritti.

Nuovo senso alla parola 'valori'
Per dare nuovo senso alla parola 'valori', l’azione sindacale della UILTuCS «è incentrata nel sensibilizzare l’opinione pubblica su una situazione difficile con la chiusura, al dialogo, dell’azienda che un tempo rappresentava un esempio innovativo e all’avanguardia anche attraverso il coinvolgimento sindacale». A spiegare come stanno le cose a meno di una settimana dall’apertura della campagna a livello nazionale, con varie e diverse sfumature sul piano territoriale - dove ci sono i 21 negozi Ikea - è Ivana Veronese della segreteria nazionale UILTuCS, che tratta in prima persona con l’azienda italiana sia per il lavoro, la sua organizzazione, il contratto e i rapporti con i lavoratori e le lavoratrici, sia per tutto quello che riguarda la presenza di Ikea in Italia. «Ikea – spiega Ivana Veronese – non ci ha ancora risposto. A questo punto non è più una questione limitata al dialogo sindacale. Deve rispondere alle oltre 20 mila persone che lavorano per lei, sono clienti che comprano e si affidano a Ikea…». 

Una firma ogni 30 secondi dall'avvio della campagna
I numeri parlano chiaro: si tratta di una firma ogni 30 secondi, dall’avvio della campagna. Dal canto suo, il segretario generale UILTuCS Bruno Boco spiega che «è necessario ora più che mai l’interessamento diretto di Ikea Italia che non può restare indifferente all’appello dei lavoratori. Manca un mese a Natale e la ripresa del dialogo, costruttivo e non di facciata, sarebbe un bellissimo regalo per tutti».