20 agosto 2018
Aggiornato 20:30

Serracchiani, il Fvg ha costruito legami e fratellanza

Una porta, un ponte, una cerniera...con i Balcani. Il Friuli Venezia Giulia ha avuto la capacità di unire culture diverse, per caratteristiche storiche e geopolitiche
Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) con Fulvio Salimbeni (Presidente Istituto per gli incontri culturali Mitteleuropei - ICM) e Giulio Maria Chiodi (Università Insubria)
Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia) con Fulvio Salimbeni (Presidente Istituto per gli incontri culturali Mitteleuropei - ICM) e Giulio Maria Chiodi (Università Insubria) (Foto Massimo Duca)

GORIZIA - «Il Friuli Venezia Giulia è stato definito di volta in volta come porta, ponte o cerniera con i Balcani per la sua capacità di unire culture diverse. Per caratteristiche storiche e geopolitiche è da sempre un territorio di collegamento e di dialogo che ha saputo costruire legami e fratellanza». Così la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha voluto interpretare il ruolo del Friuli Venezia Giulia nelle relazioni internazionali, portando il proprio saluto al 52mo convegno annuale dell'Istituto per gli incontri culturali Mitteleuropei (Icm) che si è aperto nella sala della Torre della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.

Il convegno si interroga sul tema della 'Frattura e ricomposizione tra Oriente ed Occidente: la fratellanza può fare di tante aree un luogo unico' con interventi di storici e studiosi che si confronteranno all'insegna della multiculturalità fino a sabato 25 novembre. Alcuni appuntamenti saranno ospitati anche nella sede isontina dell'Università di Udine di via Santa Chiara e dell'Università di Trieste in via Alviano, nella chiesa di San Rocco e nel castello di Kromberg a Nova Gorica.

«Il valore della fratellanza non è scontato visto quanto sta accadendo in Europa», è stato il monito che Serracchiani ha rivolto alla platea, composta per la maggior parte da studenti dell'Isis D'Annunzio e del liceo classico sloveno Trubar che hanno attivato un'esperienza di alternanza scuola-lavoro con l'Icm.

«L'amministrazione regionale ha fatto investimenti profondi sulle relazioni internazionali - ha ricordato Serracchiani - mettendo pienamente a frutto la possibilità concessa dallo statuto autonomo di firmare accordi diretti con gli altri Stati, pur sotto l'egida della Farnesina».

Una fitta rete di relazioni e patti che, come ha ribadito la presidente, in questi anni ha consentito di rafforzare i rapporti con l'area balcanica e mitteleuropea, in particolare con Austria, Slovenia e Croazia, cui si è aggiunta l'ambizione di «spingerci molto più in là con un accordo per la ricerca con la Serbia e con l'avvio di relazioni più strette con Montenegro e Albania. Siamo la prima Regione ad aver avviato un trattato bilaterale con la Baviera e con la Repubblica dell'Iran per lo sviluppo del porto di Trieste».
Relazioni internazionali concrete che porteranno la presidente nella Repubblica popolare cinese già la prossima settimana, dove a Pechino e Shangai si svolgerà un'importante missione «per cogliere l'opportunità offerta dalla nuova via della Seta e dall'interesse della Cina per un'espansione commerciale ad occidente».

La presidente ha indicato nel vertice dei Balcani, svoltosi a Trieste a metà luglio, «il suggello di questa intensa attività politica internazionale» che ha «riunito attorno allo stesso tavolo paesi che fino a pochi anni fa si sono fatti la guerra, per promuovere una collaborazione utile ad un'Europa che ha difficoltà di tenuta in questo particolare momento».

Serracchiani si è quindi soffermata sulla situazione europea attuale, congiungendo l'analisi della storia con l'evoluzione dell'attualità. «A Gorizia - ha sostenuto - è caduto l'ultimo muro che divideva l'Europa ma oggi viviamo un'epoca in cui si erigono nuovi muri». Ecco perché, secondo Serracchiani, è «essenziale capire la storia per interpretare i nuovi accadimenti. In un'Europa dove l'arrivo di forti flussi di migranti genera insicurezza, dobbiamo agire per la stabilità».

«Non siamo riusciti a fare l'Europa unita da un punto di vista economico e politico e siamo ancora lontani dall'idea, forse utopistica, degli Stati Uniti d'Europa, ma abbiamo altri valori che sono un collante per i nostri popoli. Le nuove generazioni, infatti, danno per scontato che si possano attraversare i confini senza mostrare documenti o che si possa ottenere il riconoscimento del proprio titolo di studio anche all'estero. Esperienze come Erasmus ed Erasmus Plus hanno profondamente segnato l'equilibrio sociale e culturale dell'attuale Europa dei popoli».

«Ecco perché - ha concluso Serracchiani - gli incontri promossi dall'Icm servono a comprendere le scelte del passato, a cogliere le decisioni per il futuro e a vivere con consapevolezza questo difficile presente».