20 giugno 2018
Aggiornato 05:30
Politica | Cultura

Torrenti, protocollo d'intesa per rigenerare il Parco Basaglia a Gorizia

Un investimento dal punto di vista culturale per una rigenerazione urbana in chiave storico-culturale del patrimonio della regione

Torrenti, protocollo d'intesa per rigenerare il Parco Basaglia a Gorizia (© Regione Friuli Venezia Giulia)

GORIZIA - La Regione stipulerà un protocollo d'intesa con l'Azienda per l'assistenza sanitaria 2 Bassa Friulana-Isontina per la realizzazione di un progetto di rigenerazione urbana in chiave storico e culturale del Parco Basaglia di Gorizia. «Un investimento dal punto di vista culturale perché valorizzerà un patrimonio che fa parte della storia della regione oltre che una restituzione importante di un'area verde che verrà completamente rigenerata a disposizione della città di Gorizia», commenta l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti.

In virtù del protocollo saranno attribuiti alla disponibilità dell'Erpacâ?? - Ente regionale per il patrimonio culturale della Regione due immobili - il padiglione B-magazzino provinciale e l'ex padiglione A donne - inseriti nel contesto del parco, spazio di proprietà dell'Aas 2. Si tratta di un'area verde che dapprima ha circondato il manicomio aperto nel 1911 sotto l'Impero Asburgico, poi l'Ospedale psichiatrico provinciale attivo dal 1933 e poi, con l'arrivo di Franco Basaglia nel 1961, è stata teatro del percorso rivoluzionario che ha cambiato per sempre l'approccio alla persona e alla malattia mentale.

«Oggi il parco, per le sue caratteristiche naturali, architettoniche, di memoria storica e per la sua collocazione strategica in prossimità del confine, è sicuramente un luogo che deve essere rigenerato e valorizzato, anche in considerazione del fatto che rappresenta uno strumento di preziosa opportunità di unione della città di Gorizia con Nova Gorica, anche attraverso il Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera Gect», spiega Torrenti.

Il Piano generale di intervento, oggetto del protocollo che verrà siglato tra Regione, Erpac e Aas 2, riguarderà la cessione di alcuni immobili, la progettazione e recupero delle aree verdi del parco, interventi di recupero e valorizzazione degli edifici non restaurati, il recupero dell'archivio storico dell'ex ospedale psichiatrico, la creazione e gestione di un punto informativo rivolto ai visitatori. Il Piano prevede anche la realizzazione di un partenariato pubblico-privato per la gestione delle attività connesse alla valorizzazione del sito. Per l'attuazione dell'intesa sarà costituito un tavolo tecnico di supporto alla direzione di Erpac per le fasi di elaborazione del master plan dell'intervento complessivo: ne faranno parte, oltre alla Regione e Aas2, anche la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio del Fvg, il Comune di Gorizia, la Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia e il Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Trieste.

«La permuta di immobili permetterà all'Aas 2, che gestirà l'area verde così come accade già nel caso del parco di San Giovanni a Trieste, di occupare spazi più funzionali alle proprie attività e all'Erpac di riqualificare un padiglione a fini di luogo di ristoro ed aggregazione, utilizzando anche un finanziamento già assegnato dal Gect e successivamente il bellissimo quadrilatero novecentesco che versa oggi in precarie condizioni e che potrà ospitare alcune attività anche artigianali che potranno fruire, una volta attuato il progetto, di spazi consoni», spiega Torrenti.