20 giugno 2018
Aggiornato 05:30
Eventi & Cultura | Vitivinicultura

The Wall Steet Journal: Collio Sauvignon Russiz Superiore, l’unico italiano tra i migliori al mondo

E' stato inserito in una guida globale come una delle eccellenze mondiali. Gią presente nella World Top 100 di Wine Enthusiast

The Wall Steet Journal: Collio Sauvignon Russiz Superiore, l’unico italiano tra i migliori al mondo (© Villa Russiz)

GORIZIA - Il Collio Sauvignon 2015 Russiz Superiore è uno dei migliori Sauvignon secondo il Wall Street Journal: la giornalista Lettie Teague redige una guida globale, inserendolo come una delle eccellenze mondiali. Già presente nella World Top 100 di Wine Enthusiast, prestigiosa rivista di settore, il Collio Sauvignon Russiz Superiore regala una nuova, grande soddisfazione a Roberto Felluga.

Unica etichetta italiana nominata dalla testata americana
Sul Wall Street Journal, l'analisi tocca ogni continente, tralascia i luoghi comuni e comprende unicamente le migliori zone del mondo: non si parla più solo dei Sauvignon della Nuova Zelanda e di Sancerre, ma anche dell'Europa centrale e del Friuli Venezia Giulia, in particolare del Collio. Quella di Russiz Superiore è l’unica etichetta italiana ad essere stata nominata dalla testata americana. 

Il vino: Sauvignon Russiz Superiore
Il Sauvignon Russiz Superiore proviene da un vigneto speciale, una selezione massale di oltre 50 anni, che trova nelle colline della proprietà l’ambiente ideale per la crescita. Il Collio, una delle primissime zone in Italia ad ottenere il riconoscimento Doc e nel 1964 a costituire un Consorzio di produttori, è una denominazione fortemente vocata alla produzione dei bianchi: grazie all’unicità del suolo, caratterizzato dalla ponca (una stratificazione di marne e arenarie) e da un microclima mite (per la vicinanza al mare Adriatico), i vini del Collio si distinguono per sapidità, eleganza e mineralità. Note che Roberto Felluga, a capo delle due prestigiose realtà, Marco Felluga situata a Gradisca d’Isonzo e Russiz Superiore a Capriva del Friuli, ama ritrovare nei propri vini che, non solo si prestano ad essere bevuti relativamente giovani, ma che esprimono complessità di frutta matura molto interessanti se lasciati affinare alcuni anni in bottiglia. Un percorso di ricerca giunto oggi alla quinta generazione, tracciato nel costante mantenimento della tradizione e volto alla creazione di prodotti di eccellenza, tra qualità assoluta, sostenibilità ambientale e valorizzazione costante di un territorio unico.