20 aprile 2018
Aggiornato 10:30
il 9 e il 10 gennaio a teatro

Barbareschi a Monfalcone: gli applausi sommergono le polemiche

Era tanta l'attesa per lo spettacolo 'L' anatra all'arancia', se ne parlava da mesi. Ovazione di pubblico all'attore

Barbareschi a Monfalcone: gli applausi sommergono le polemiche (© Foto Bepi Caroli)

MONFALCONE - Era tanta l'attesa per 'L'anatra all'arancia' in quel di Monfalcone. Se ne parlava da mesi. Ma più che per lo spettacolo era per l' 'ingombrante' presenza del regista nonché attore principale: Luca Barbareschi. Polemiche, tam-tam sui social network volte ad un possibile boicottaggio, attori teatrali locali e non che sparavano a zero su di lui per una serie di vicissitudini di cui le cronache sono piene e che non sarà compito mio riepilogare. Risultato: fumata bianca, i motivi della contestazione non convincono ed il pubblico del monfalconese (ma tanti sono arrivati anche dal capoluogo regionale) tributa un'ovazione all'attore ed al suo spettacolo. Decisamente meritata, a mio modesto avviso.

Spettacolo senza polemiche
Chiusa la porta delle polemiche (se mai fosse stato il bisogno di aprirla) addentriamoci nello spettacolo. Quelli del Teatro Eliseo portano in scena il riarrangiamento e l'attualizzazione della commedia 'The Secretary Bird' di William Douglas Home, già conosciuta al grande pubblico italiano per la versione cinematografica di metà anni '70 di Luciano Salce allora interpretata da due mostri sacri del nostro cinema come Ugo Tognazzi e Monica Vitti.

Una trama attuale
La trama è decisamente chiara ed attuale, dove l'Anatra porta in scena la deriva di una coppia trentennale appartenente alla media borghesia che è approdata per noia e logorio della vita a due ad un inevitabile tradimento. Lisa, donna viziata e dalla personalità bipolare è la classica milanese modello moglie-del-cummenda, interpretata magistralmente da Chiara Noschese (e chi non ricorda il talento del padre Alighiero?!) che decide di lasciare il marito per un improbabile russo, aristocratico e - naturalmente - pieno di soldi. Gilberto (Luca Barbareschi), marito dalla personalità immatura ed infarcita di scherzosa crudeltà si inventa un piano machiavellico ed altrettanto improbabile per riconquistarla servendosi anche dell'avvenente segretaria, una coatta talmente coatta da apparire un po' fuori dalla righe.

Lieto fine
Tra malintesi, altarini che si scopriranno man mano, umorismo al vetriolo, momenti di tensione, citazioni letterarie che vanno da Puskin a Shakespeare, dai classici latini a Dostoevskij, si giungerà - quasi per inerzia ed una sorta di contro-logorio - a un già auspicato lieto fine. Opportuno citare la prova di Ernesto Mahiuex nei panni del maggiordomo di casa, figura inquietante quanto di forte impatto scenico e narrativo, alle prese con quell'anatra che i commensali non mangeranno mai.

Ovazione per Barbareschi
L'ovazione finale è tutta per Barbareschi, che al netto delle già citate critiche, ha come 'difetto' una dichiarata appartenenza politica che nell'ambiente teatrale è stata sempre vista come fumo negli occhi. Soddisfazione ulteriore nel portare in scena un grande classico che ci insegna - per verbo dello stesso attore - che la comicità è la miglior medicina per superare il dolore.