19 ottobre 2018
Aggiornato 13:30

Crisi Eaton, Regione al Mise per difendere la continuità produttiva

Al Governo sarà rappresentata una piena unità di intenti fra istituzioni del territorio, parti sociali e categorie economiche
Crisi Eaton, Regione al Mise per difendere la continuità produttiva
Crisi Eaton, Regione al Mise per difendere la continuità produttiva (Web)

MONFALCONE - Al Governo sarà rappresentata una piena unità di intenti fra istituzioni del territorio, parti sociali e categorie economiche finalizzata alla salvaguardia dell'attività produttiva. Sotto il profilo del merito, verrà richiesto che vengano esaminati, al fine della loro immediata attivazione, tutti gli strumenti di politica industriale e del lavoro che consentano di condividere con l'azienda un percorso di salvaguardia dello stabilimento, tutelandone la continuità industriale ed occupazionale. Questo il contenuto sostanziale della risposta formulata in Consiglio regionale da parte dell'Amministrazione regionale ad un'interrogazione presentata in riferimento alla crisi della Eaton di Monfalcone, per la quale è stato convocato, giovedì 25 gennaio, un tavolo al Ministero dello Sviluppo economico (Mise).

Ricostruendo le fasi della vicenda che sta mettendo a rischio il futuro di 157 lavoratori a seguito della comunicazione dell'azienda di cessazione di attività, la Regione ha precisato di aver fin da subito attivato i propri uffici per favorire la creazione di quelle condizioni che consentirebbero il superamento della decisione di Eaton. A tal riguardo, come è stato riportato, la stessa presidente della Regione ha preso immediati contatti con il Ministero dello Sviluppo Economico, ottenendo che le parti venissero convocate a Roma già per la giornata del 25 gennaio.

Inoltre, nella mattinata del 17 gennaio i vertici dell'Amministrazione regionale hanno incontrato informalmente l'azienda, evidenziando un forte sconcerto a fronte di una decisione non preannunciata in alcun modo alle istituzioni del territorio e alle parti sociali, inspiegabile - sotto il profilo industriale - nella sua repentinità e fortemente impattante in termini negativi sul tessuto produttivo isontino. In quell'occasione è stato affermato che la Regione avrebbe messo in campo tutte le iniziative possibili nell'ambito delle proprie competenze per far recedere l'azienda dalla decisione di chiudere il sito di Monfalcone.

Nella mattinata del 22 gennaio, come è stato ricordato, l'Amministrazione regionale ha ribadito la propria posizione nel corso di un tavolo convocato dalla Prefettura di Gorizia in vista dell'incontro del Mise del 25 gennaio. Infine la Regione ha sottolineato che, qualora venisse individuata e condivisa una soluzione industriale tale da consentire la salvaguardia produttiva dello stabilimento di Monfalcone, il relativo piano di interventi potrebbe essere accompagnato, per il periodo necessario alla sua attuazione, da ammortizzatori sociali di tipo conservativo (cassa integrazione straordinaria, contratti di solidarietà difensiva).