27 maggio 2018
Aggiornato 04:30
fino a domenica 11 febbraio

Grande successo per la mostra di Ermanno Rossi, proroga dell'apertura

La personale dell'artista friulano 'Radici' presenta una trentina di opere recenti su tela e alcune grafiche

Grande successo per la mostra di Ermanno Rossi, proroga dell'apertura (© Ermanno Rossi)

ROMANS D'ISONZO - Grande successo di pubblico per la personale di Ermanno Rossi 'Radici', aperta dallo scorso 15 dicembre al Centro Culturale di Romans d'Isonzo. Obbligatoria quindi una proroga che la rende visitabile ancora fino a domenica 11 febbraio con orario: martedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 18, giovedì dalle 15 alle 17, sabato e domenica dalle 10 alle 12. La mostra, allestita presso il Centro Culturale di Casa Candussi Pasiani, è stata proposta dall'Associazione culturale Lapis con il contributo del comune di Romans. La rassegna presenta una trentina di opere recenti su tela e alcune grafiche.

L'artista friulano Ermanno Rossi
L'associazione culturale Lapis, nell'ambito della valorizzazione e promozione del patrimonio culturale ed artistico presente nella pianura friulana ha ideato un progetto per mettere in luce l'opera dell'artista friulano che nasce a Santa Maria la Longa nel 1942, dove tuttora vive e lavora. Il padre, Osvaldo Giuseppe detto 'Svualt', abile lavoratore del ferro battuto, è originario di Piano D'Arta; mentre la madre, Guglielmina Ortis, proviene da Naunina, frazione di Paluzza. Ermanno, il più piccolo di quattro fratelli, inizia a dipingere fin da giovane, frequentando lo studio del pittore Giuseppe Zigaina, che lo influenza nella prima produzione artistica. Successivamente si iscrive a Milano all'Accademia Artisti Associati per, poi, spostarsi all'estero a Zurigo, Stoccarda e Parigi dove trascorre periodi di studio e lavoro prima di rientrare definitivamente nel paese natale. La prima mostra personale ha luogo all'E.N.A.L di Udine nel 1968, con una presentazione dello scrittore Galliano Zof che lo seguirà nel suo lungo percorso artistico. Le opere degli anni Sessanta, ritraenti figure familiari e popolari nella loro vita quotidiana, sono esposte in Francia, a Milano ed in varie località italiane. Successivamente, la sua pittura si libera dal neorealismo iniziale dai toni espressionisti per approdare ad un linguaggio personale in cui mette in evidenza la fragilità della psicologia umana. La produzione artistica si fa in seguito più intensa con una approfondita lettura del rapporto tra l'uomo e l'ambiente dove emerge la drammaticità della condizione umana. Non a caso, in questo periodo, sono le figure di Francis Bacon con la loro durezza ad attrarlo maggiormente. Negli anni Settanta e Ottanta la figura femminile, rappresentata con accentuata rotondità e carica sensuale, diventa un punto di riferimento ben preciso del suo percorso artistico con rimandi a Balthus. Nelle opere degli ultimi anni ricompare il paesaggio friulano, già in precedenza rappresentato, ma non è quello della tradizione, ma quello attuale con i campi aperti, i filari di pioppi e gli ultimi gelsi, ritratti come relitti umani, testimoni di un mondo che non c'è più. Questa tensione interiore è ben presente, ma nello stesso tempo accuratamente celata, nelle ultimissime opere, esposte a Londra, Parigi e Madrid. Dai viaggiatori, ritratti in un atmosfera quasi psichedelica senza una meta ben precisa, alle solitarie figure giovanili, dipinte spesso di profilo, Ermanno Rossi ci racconta la realtà del nostro tempo.