22 ottobre 2018
Aggiornato 03:00

In programma una visita guidata al Parco della Pace del Monte Sabotino

L'escursione al museo transfrontaliero tra Italia e Slovenia, accompagnati da un esperto storico che illustrerà le vicende durante la Prima Guerra Mondiale, durerà circa 2 ore e mezza
In programma una visita guidata al Parco della Pace del Monte Sabotino
In programma una visita guidata al Parco della Pace del Monte Sabotino (Turismo Fvg)

GORIZIA - Sabato 10 marzo si terrà un'escursione di circa 2 ore e mezza al Parco della Pace del Monte Sabotino, un museo all'aperto transfrontaliero tra Italia e Slovenia, accompagnati da un esperto storico che ne illustrerà le vicende durante la Prima Guerra Mondiale. Il ritrovo è previsto all'ex Valico di Salcano (lungo via del Monte Santo, Gorizia) alle 10. La guida designata è Errico De Luca. Equipaggiamento consigliato: calzature robuste (fondo sterrato), pantaloni lunghi, una buona scorta d'acqua e una fonte di luce per chi volesse inoltrarsi nelle caverne. In caso di maltempo il giorno dell’escursione, sarà a discrezione dell’accompagnatore decidere di confermare, modificare o annullare la visita.

Costi e prenotazioni
Il costo è di 10 euro (8 euro con Fvg Card; gratis per i bambini al di sotto dei 12 anni, accompagnati da adulto pagante). Prenotazione consigliata entro le 18 del giorno precedente l’escursione. Per prenotazioni e informazioni rivolgersi a: Errico De Luca, telefono 347 8005771, e-mail deluca.errico@libero.it o Gorizia Infopoint in Corso Italia 9, telefono 0481 535764, e-mail info.gorizia@promoturismo.fvg.it.

Il Parco della Pace del Monte Sabotino
Pochi chilometri a nord di Gorizia si trova il Parco della Pace del Monte Sabotino (Sabotin Park Miru in sloveno), un museo all'aperto transfrontaliero tra Italia e Slovenia. L'itinerario conduce alla scoperta della seconda linea difensiva austro-ungarica conquistata dalla Seconda Armata italiana il 6 agosto 1916 durante la Sesta Battaglia dell'Isonzo. Con i suoi 609 metri il Sabotino domina parte della pianura isontina, del Collio, un tratto della Valle dell'Isonzo e permette di controllare dall'alto Gorizia, la città che durante la Grande Guerra, proprio da questa vetta fu strenuamente difesa. Diversi assalti nel primo anno di guerra fallirono con un grande dispendio di uomini ed energie fino a quando tre battaglioni italiani riuscirono ad allontanare le truppe dalmate con una spettacolare azione durata meno di un'ora.

Partenza dalla piramide di pietra
Il punto di partenza dell'escursione non si trova in territorio italiano ma a circa due chilometri ad est del paese di Gonjače, nel Comune di Collio (Brda in sloveno). L'entrata è ben riconoscibile per la presenza di una piramide di pietra, simbolo dell'intero Parco della Pace. Da qui si prosegue per 7 chilometri lungo un strada in mezzo alla vegetazione carsica e dove sono visibili due delle tre piramidi poste nel punto di partenza degli attacchi italiani alla cima durante la Sesta Battaglia dell'Isonzo. Alla fine la rotabile si trasforma in un ampio parcheggio da cui si raggiunge, in meno di 5 minuti, il rifugio del Monte Sabotino. L'edificio, che oggi funge da punto informazioni, da ristoro e da piccolo museo, fino al 1945 fu l'alloggio del custode riconvertito poi in caserma delle guardie di confine della Jugoslavia. Da qui si dipanano diversi sentieri (tutti chiaramente indicati): quello a sinistra conduce, attraverso una trincea, alla caverna delle 8 cannoniere mentre quello alle spalle del rifugio porta all'articolato sistema di gallerie su più piani, costruito dagli austro-ungarici e successivamente migliorato dagli italiani.

Fino alla Cima per ammirare il panorama
Tornati sui propri passi si prende un terzo sentiero, molto semplice, che parte sulla destra del rifugio e che conduce in circa mezz'ora direttamente alla cima (Quota 609). Lungo la panoramica cresta si possono notare i diversi lavori di trinceramento, gli osservatori italiani ed austro-ungarici e le postazioni per cannoni. Poco dopo si giunge in cima da dove si può godere del bellissimo panorama sia verso il Monte Santo che su Gorizia, il Monte Calvario e l'Ossario di Oslavia.
Continuando ancora per qualche minuto, è possibile raggiungere la caverna dell'8a divisione italiana e poi scendere verso la Quota di San Valentino (538 metri s.l.m.), sede di un eremo costruito tra il 1500 e il 1700. Oggi, curiosamente, questi resti sono divisi dal confine con la chiesa in territorio sloveno mentre gli edifici del soggiorno e le fattorie si trovano su quello italiano.