Economia | flussi traffico merci

Trasporti: la connessione porti-interporti è un'opportunità di sviluppo per il Fvg

Un'analisi in corso sul sistema logistico regionale non focalizzata sulle infrastrutture di rete ma sui nodi, in particolare sugli interporti regionali e sul potenziamento del loro utilizzo in connessione con i porti di Trieste, Monfalcone e, in prospettiva, di Porto Nogaro

Trasporti: la connessione porti-interporti è un'opportunità di sviluppo per il Fvg
Trasporti: la connessione porti-interporti è un'opportunità di sviluppo per il Fvg (Strade e Autostrade)

FVG - Un'analisi per certi versi rivoluzionaria rispetto al passato, in quanto non focalizzata sulle infrastrutture di rete ma sui nodi, in particolare sugli interporti regionali e sul potenziamento del loro utilizzo in connessione con i porti di Trieste, Monfalcone e, in prospettiva, di Porto Nogaro. Questa una delle riflessioni emerse da parte dell'Amministrazione regionale nel corso della presentazione dello studio, elaborato dall'Agenzia Imprenditoriale Operatori Marittimi, sul sistema logistico regionale in funzione dello sviluppo dei flussi del traffico delle merci che interagiscono sugli interporti e sui porti della regione orientato alle modalità di carico unitizzato (container, semirimorchi e casse mobili), convenzionale e project cargo.

Tra le finalità della ricerca, nella prima fase, quella di valutare la possibilità di utilizzo degli interporti quali centri di raccolta e distribuzione del carico convenzionale, anche in relazione alla domanda del settore industriale d'area nelle relazioni con i porti regionali. Inoltre, è stato fatto un approfondimento anche sulla quantificazione dell'incidenza dell'utilizzo dei nodi intermodali in funzione retro-portuale nel contesto delle capacità operative degli scali del Friuli Venezia Giulia.
Soggetti interpellati e coinvolti nel progetto, i gestori delle infrastrutture logistiche di nodo (interporti di Cervignano, Pordenone e Gorizia), l'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale e i cluster industriali d'area attraverso le associazioni territoriali di Confindustria.

Il dato che emerge, per quel che riguarda i tre interporti, è quello di un volume di traffico ferroviario con ancora un largo margine di sviluppo. Da qui l'obiettivo di creare un cluster logistico che comprenda in maniera funzionale i due sistemi regionali, quello portuale e degli interporti. A tal fine, nella fase due dello studio è in atto una valutazione di possibili modelli di offerta di trasporto intermodale proponibile attraverso l'utilizzo dei nodi logistici, con la prospettiva di favorire l'utilizzo della ferrovia sulle relazioni 'nodo-porto-nodo' e sulle direttrici a medio-lungo raggio, contestualmente al ricorso al trasporto su gomma nei rapporti 'nodo-cliente-nodo' e sulle direttrici a breve raggio.

La Regione, ravvisando sulla base degli interventi in essere la necessità di un aggiornamento della fotografia offerta dallo studio, ha ricordato come il sistema della logistica regionale si regga soprattutto sulla parte ferroviaria. Un settore in cui sono stati fatti importanti investimenti e che nel breve vedranno realizzarsi gli interventi già messi nel contratto di programma con Rfi, nonché la velocizzazione della rete utilizzando l'esistente e i cambiamenti tecnologici nella Stazione di Campo Marzio di Trieste. L'Amministrazione ha altresì suggerito all'Aiom di inserire nel corso della seconda fase dello studio gli interventi infrastrutturali in atto nei porti di Trieste (piattaforma logistica) e Monfalcone (investimenti ferroviari). Così come i lavori per il raccordo ferroviario dell'interporto di Pordenone.
Oltre a ciò, come è stato rimarcato, serve uno sforzo nella pianificazione strategica perché è necessario che il sistema collabori ai fini di una riduzione dei costi e di un coordinamento generale, per fornire un'offerta valida affinché le imprese passino dal trasporto su gomma a quello ferroviario.