24 maggio 2018
Aggiornato 02:01
pericolo ecologico

Legambiente: 5 nuove centraline idroelettriche sull’Isonzo?

Cinque associazioni denunciano il silenzio su progetti proposti a Gorizia dei quali un paio hanno già ottenuto l'approvazione nel più totale silenzio

Legambiente: 5 nuove centraline idroelettriche sull’Isonzo? (© Legambiente FVG)

GORIZIA - Le associazioni Eugenio Rosmann, Fiume Isonzo, Legambiente Gorizia e Monfalcone e Save the Soča ​denunciano il silenzio su ben 5 progetti di centraline idroelettriche proposte a Gorizia distintamente dalla Domus Brenta srl e dal Consorzio di Bonifica Pianura Isontina. In particolare due sarebbero gli impianti da collocare sotto la passerella di Straccis, due sulla traversa a meridione del ponte IX Agosto e una ​in prossimità del ​parco di Piuma. Due di queste sono già state approvate dalla Regione nel totale silenzio!

ISONZO  A RISCHIO - Gli impatti potenziali potrebbero determinare una modifica dello stato ecologico del corso d’acqua, potenzialmente non in linea con il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale imposti dalla direttiva comunitaria sulle acque; e risulta necessario valutare le conseguenze relativamente alle variazioni morfologiche dell’alveo e della riduzione dell'habitat fluviale, considerando anche il fatto che il fiume è caratterizzato dalla presenza di altre derivazioni a scopo irriguo e idroelettrico nella stessa area. Con questo gli ambientalisti sottolineano come il fiume sia a rischio sotto vari profili.
Proprio tra gennaio e marzo scorsi sono state rilasciate tonnellate di sedimenti depositati sul fondo del bacino di Santa Lucia d’Isonzo/Most na Soči, cosa che ha destato grande preoccupazione sia nel tratto sloveno che quello italiano a causa del rischio di compromissione della fauna ittica, e di cui attendiamo i risultati delle analisi effettuate da Arpa in seguito alla nostra segnalazione. Il fiume Isonzo è già pesantemente modificato. Innumerevoli centrali elettriche sfruttano le sue acque sia in Italia che in Slovenia, potrebbe essere da irresponsabili permetterne la costruzione di nuove.