24 settembre 2018
Aggiornato 01:30

"Dialoghi", festival itinerante di giornalismo, è in programma fra ville, abbazie, castelli e teatri

Un’analisi delle vicende attuali e passate, un approfondimento sull’importante ruolo del giornalista, dalla carta stampata alla tv, dalla radio al web. Convenzione alternanza scuola-lavoro con il Polo Liceale di Gorizia
"Dialoghi", festival itinerante di giornalismo, è in programma fra ville, abbazie, castelli e teatri
"Dialoghi", festival itinerante di giornalismo, è in programma fra ville, abbazie, castelli e teatri (Dialoghi 2018)

GORIZIAUn’analisi delle vicende attuali e passate: guerre, migrazioni, violenze, ambiente, soprusi e ingiustizie. Scenari vicini e lontani che mostrano il degradamento dell’uomo e del suo ambiente. Confronti ampi e aperti con testimonianze scritte, orali e filmate; inchieste e analisi; pensieri e libri di giornalisti, studiosi e scrittori. Un approfondimento sull’importante ruolo del giornalista, dalla carta stampata alla tv, dalla radio al web. Una professione fondamentale di ricerca e divulgazione, necessaria all’informazione del cittadino, a garanzia del rispetto dell’articolo 21 della Costituzione Italiana. Torna in Friuli, per una terza edizione tutta itinerante, il Festival del giornalismo 'Dialoghi' che quest’anno si terrà dal 20 al 23 giugno, in 5 Comuni diversi, fra ville, castelli, abbazie e teatri. L’obiettivo è quello di far conoscere i protagonisti del mondo dell’informazione, promuovendo allo stesso tempo il territorio e le sue specialità; non solo, dialoghi è uno spazio culturale a 360 gradi che coniuga informazione, musica, teatro e letteratura. Anche per questo evento verranno coinvolti gli studenti del Polo Liceale di Gorizia con la formula dell’alternanza scuola-lavoro. Saranno dieci, i ragazzi che in queste giornate avranno modo di conoscere da vicino professionisti del settore culturale, artistico e della ricerca, di presentarli e di interagire con il pubblico presente in sala.

INFORMAZIONE COME NECESSITA' PRIMARIA - 'Dialoghi' vuole veicolare il messaggio dell’informazione quale necessità primaria. Una professione, quella del giornalista, al servizio del cittadino e di ciò che lo circonda, quanto quella di chi opera in ambito sanitario, scolastico e della ricerca; un lavoro che spesso deve fare i conti con condizioni che ne rendono problematico lo svolgimento: minacce di ritorsione e di morte, denunce, censure o vincoli posti dalle stesse testate. Un’informazione che sta cambiando velocemente con nuovi mezzi e tecnologie, che spesso appare eccessiva, ma probabilmente non è tale se intesa libera da ogni costrizione e rispettosa delle persone e dei fatti.
Nel 2017, sono stati 65 i giornalisti uccisi nel mondo mentre svolgevano il loro mestiere. A rilevarlo è l’ultimo rapporto di Reporters sans frontières (Rsf), che sottolinea come i dati registrino un leggero calo rispetto ai 79 che hanno perso la vita lo scorso anno (e in generale rispetto agli ultimi 14 anni), pari a una riduzione del 18%. Tra i reporter uccisi nel 2017 ci sono 50 giornalisti professionisti, sette blogger e otto collaboratori dei media. Rsf ritiene si tratti comunque di dati allarmanti, anche se la riduzione dei giornalisti uccisi è costante dal 2012.

IL PROGRAMMA - Nel corso delle 4 giornate, tematiche quali: il diritto all’informazione, l’intimidazione mafiosa, il futuro dell’inchiesta e i nuovi format informativi, le migrazioni, i popoli e i problemi in Medio-Oriente e la situazione dei Balcani, verranno affrontate da giornalisti, scrittori, studiosi e ricercatori che si confronteranno per dare nuove chiavi di lettura di situazioni che spesso conosciamo solo in piccola parte. Al termine degli incontri momenti di approfondimento con spazi di piacere per la vista, l’udito e il gusto, ci sarà spazio per la musica o il teatro e, in alcune serate, per un brindisi con i vini del territorio. Senza dimenticare che il format itinerante permetterà al pubblico di scoprire (o riscoprire) spazi suggestivi quali: Il Castello di Spessa a Capriva; il Teatro Verdi di Gorizia, Villa Locatelli-Angoris di Cormòns e l’Abbazia di Rosazzo a Manzano.
Nel Festival è inserito il Premio Giovani Giornalisti 'Giulio Regeni', istituito tre anni fa come 'semplice' premio giornalistico pensato per dare nuovi stimoli ai giovani che amano scrivere e che vorrebbero diventare giornalisti; un concorso gratuito, rivolto a giovani di età compresa tra i 16 anni e i 26 anni compiuti all’atto dell’iscrizione. Tale premio, dopo quanto accaduto a Giulio Regeni e con il benestare della sua famiglia, è diventato 'Concorso Giovani Giornalisti' dedicato alla memoria di Giulio Regeni. La cerimonia di premiazione si terrà nella giornata di giovedì 21 giugno alle 17.30, nella Sala Ridotto del Teatro Verdi di Gorizia, e sarà integrata nella conferenza che vedrà protagonisti Paolo Borrometi e Federica Angeli, giornalisti minacciati dalla mafia, il Presidente Ordine dei Giornalisti Fvg Cristiano Degano, e il direttore de Il Piccolo Enzo D’Antona, sul tema 'Informazione: diritto e libertà. L'intimidazione mafiosa'. Incontro accreditato come momento di formazione/aggiornamento per gli appartenenti all’Ordine dei Giornalisti.
Legata al Premio Regeni è arrivata una proposta di collaborazione, che si potrebbe sviluppare nei prossimi mesi con scambi di idee e ospiti, dal Premio giornalistico Arrigo Benedetti di Barga (Lucca) voluto dall'amministrazione di Barga e dal centro studi Benedetti in nome del fondatore dell'Espresso e dell'Europeo: Arrigo Benedetti (Lucca, 1 giugno 1910 – Roma, 26 ottobre 1976), giornalista, scrittore e partigiano italiano. Nella storia del giornalismo italiano del dopoguerra per aver fondato e diretto testate come Oggi, L’Europeo e L’Espresso.