23 settembre 2018
Aggiornato 18:00

Immigrazione, Fedriga: «Ok a 4 o 5 strutture di identificazione e rimpatrio in Fvg»

Una soluzione che, a detta del governatore, potrebbe consentire di superare «tutto il resto dell'accoglienza diffusa, in primis i Cara»
Immigrazione, Fedriga: «Ok a 4 o 5 strutture di identificazione e rimpatrio in Fvg»
Immigrazione, Fedriga: «Ok a 4 o 5 strutture di identificazione e rimpatrio in Fvg» (Regione Friuli Venezia Giulia)

GRADISCA D'ISONZO - «È mia intenzione comunicare al Governo che il Friuli Venezia Giulia è disponibile a farsi carico di alcune strutture di identificazione e rimpatrio, quelli che al momento sono definiti Cpr, a fronte della cancellazione di tutto il resto dell'accoglienza diffusa, in primis dei Cara, i centri dedicati ai richiedenti asilo dove è impossibile garantire un reale controllo durante le ore diurne perché coloro i quali vi soggiornano sono liberi di circolare ovunque». Al termine della visita al Cara di Gradisca d'Isonzo e reduce dall'incontro in municipio con il sindaco del Comune isontino, Linda Tomasinsig, e il prefetto di Gorizia, Massimo Marchesiello, il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha evidenziato la disponibilità della Regione ad ospitare sul territorio 4-5 centri dedicati, confermando il gradimento in proposito già esternato da molti Comuni quali, ad esempio, Trieste, Udine e Gorizia.

STRUTTURE 'CONTENITIVE' - Fedriga accoglierebbe con favore la rivisitazione della normativa, affermando che «i centri per chi potrebbe essere espulso devono caratterizzarsi come contenitivi, ovvero impedire quelle dispersioni nell'area circostante che, all'insegna dell'accoglienza diffusa, hanno creato non pochi problemi ai cittadini residenti. Le Forze dell'Ordine - ha aggiunto - devono poter intervenire all'interno del centro, garantendone la sicurezza complessiva». Prima di recarsi al Cara, il governatore aveva però recepito esigenze e criticità di Gradisca d'Isonzo esposte dal sindaco, assicurando massima attenzione e condivisione rispetto alle tematiche legate alla presenza da svariati anni di centinaia di migranti all'interno del Cara. Riscontro positivo anche relativamente al possibile trasferimento dallo Stato al Comune della caserma per utilizzarla come scuola primaria e per insediarvi all'interno anche la nuova stazione dei Carabinieri.