Cronaca | la sentenza

Obiezione alla pillola del giorno dopo: farmacista assolta in appello

La vicenda giudiziaria si è conclusa dopo 5 anni riconoscendo l'infondatezza delle pretese accusatorie. Al tempo la donna si appellò alla libertà di coscienza rifiutandosi di vendere il farmaco

Obiezione alla pillola del giorno dopo: farmacista assolta in appello
Obiezione alla pillola del giorno dopo: farmacista assolta in appello (Shutterstock.com)

MONFALCONE - «Ieri in tarda serata, dopo lunga camera di consiglio, la Corte di appello di Trieste ha confermato l'assoluzione per la farmacista di Monfalcone che aveva dichiarato la propria obiezione di coscienza rifiutandosi di vendere la pillola del giorno dopo». Lo rendono noto Simone Pillon, Senatore della Lega e capogruppo in Commissione giustizia al Senato, e Marzio Calacione, avvocato, che hanno difeso la farmacista nella vicenda giudiziaria, durata 5 anni.    

L'ASSOLUZIONE - Il Tribunale di Gorizia aveva già assolto la farmacista, ma la Procura aveva appellato la sentenza. «Ora finalmente la Corte di Appello del capoluogo giuliano ha confermato l'assoluzione, riconoscendo la particolare tenuità del fatto e l'infondatezza delle pretese accusatorie», scrivono Pillon e Calacione esprimendo 'felicità' per la sentenza. «Speriamo che nessuno sia più costretto a subire un processo penale per aver semplicemente messo in pratica i principi etici dettati dalla propria coscienza. Il nostro ordinamento giuridico prevede la libertà di coscienza, come dimostrato da questa assoluzione, ma forse uno specifico chiarimento normativo potrebbe evitare infondati ma faticosi ricorsi allo strumento penale» conclude Pillon.