26 settembre 2018
Aggiornato 02:00

Pettarin sulla Variante 42: «Un passo verso il futuro di Gorizia»

Approvazione avvenuta nella notte, ora dovrà passare al vaglio della Regione
Pettarin sulla Variante 42: «Un passo verso il futuro di Gorizia»
Pettarin sulla Variante 42: «Un passo verso il futuro di Gorizia» (Diario di Gorizia)

GORIZIA - «Gorizia ha appena fatto un passo verso il suo futuro». Esprime soddisfazione l’onorevole Guido Germano Pettarin per l’approvazione, avvenuta nella notte, della variante 42 al piano regolatore da parte del consiglio comunale di Gorizia, che ora dovrà passare al vaglio della Regione e che rappresenta, insieme alla variante 43, l’iter di competenza dell’unica delega che il sindaco Ziberna ha voluto mantenere in capo al consigliere Pettarin, in seguito alla sua elezione in Parlamento, per dargli modo di supportare l’amministrazione in un percorso particolarmente tecnico e complesso che ha seguito fin dal suo inizio.

OPPORTUNITA' DI SVILUPPO E DI RISCOPERTA DEL PASSATO - «Ritengo che questo provvedimento rappresenti un’importante variante strutturale per le grandi opportunità di sviluppo che, fin dai primi anni di amministrazione Romoli e ora con l’amministrazione Ziberna, si è sempre voluto dare al futuro della nostra amata Gorizia. La variante 42, in questo senso, interpreta in modo sensibile uno dei canoni futuri dello sviluppo possibile della città e del suo incantevole contesto naturale». Uno sviluppo che, per Pettarin, passa anche attraverso una innovativa riscoperta del passato, che ben si declina e si illustra nei contenuti delle più recenti varianti al piano regolatore.

VERSO LA RICONQUISTA DI UN ANTICO RUOLO - «Quella che abbiamo immaginato e descritto nelle varianti è una Gorizia ricca di agricoltura, una Gorizia che sappia sedersi alla pari attorno al tavolo delle eccellenze enogastronomiche e vitivinicole del Friuli Venezia Giulia e d’Italia, una Gorizia che abbia finalmente tutte le carte in regola per riappropriarsi di quel ruolo di perla del Collio e delle sue fantastiche produzioni. Di tutto questo, il Calvario, inserito nel suo paesaggio naturale, diventa cuore pulsante, puntando a recuperare l’ambiente che circondava Gorizia nel periodo precedente la prima guerra mondiale, quando il Calvario era coperto da ulivi, ciliegi e viti e assicurava una produzione agricola di eccellenza, che era protagonista dei mercati viennesi».

UN SEGNALE DI APERTURA AL FUTURO - In chiusura, una punta di amaro nei confronti di alcune posizioni manifestate dall’opposizione in consiglio comunale. «Quella approvata stanotte è una bella delibera – chiosa Pettarin – un bel segnale per il futuro di Gorizia, nonostante purtroppo le note minimaliste di alcuni consiglieri comunali, preoccupati dalla conservazione delle acacie e probabilmente non del tutto addentro alle esigenze di sviluppo dell’importantissimo comparto agricolo di Gorizia».