25 settembre 2018
Aggiornato 04:30

Ziberna e Pettarin: sostegno alla mozione di Roberti per revocare le onorificenze al Maresciallo Tito

Depositata dall'assessore regionale Pierpaolo Roberti la proposta riceve l'appoggio di Zibernan e di Pettarin. La mozione punta a far decadere qualsiasi riconoscimento assegnato dall’Italia al Maresciallo «per i crimini perpetrati contro le popolazioni italiane in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia durante il suo periodo alla guida della Jugoslavia»
Ziberna e Pettarin: sostegno alla mozione di Roberti per revocare le onorificenze al Maresciallo Tito
Ziberna e Pettarin: sostegno alla mozione di Roberti per revocare le onorificenze al Maresciallo Tito (ANSA)

GORIZIA - Far sì che la Giunta regionale si adoperi nei confronti del Governo per modificare la legge che disciplina la concessione delle onorificenze (legge 178/1951), al fine di revocare quelle 'Al merito della Repubblica italiana' conferite a Josip Broz Tito, dal 1945 primo ministro e dal 1953 al 1980 presidente della Repubblica socialista federale di Jugoslavia. È questo il senso della mozione depositata in Consiglio regionale, che vede come primo firmatario l'assessore regionale a Politiche comunitarie e corregionali all'estero, Pierpaolo Roberti, e punta a far decadere qualsiasi riconoscimento assegnato dallo Stato italiano nei confronti del Maresciallo per i crimini perpetrati contro le popolazioni italiane in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia durante il suo periodo alla guida della Jugoslavia.

ASSESSORE ROBERTI PRIMO FIRMATARIO - Roberti ha evidenziato che «anche se è inusuale che un assessore proponga e sia primo firmatario di una mozione, ho scelto questa via per dare all'azione di pressing sul Governo una base condivisibile da tutte le forze politiche. La mozione, già depositata, è infatti aperta alla sottoscrizione di chiunque voglia contribuire a far in modo che quell'onorificenza ingiusta e irrispettosa venga revocata». L'assessore ha quindi precisato che «quest'azione non può e non deve essere vista come un ritorno al passato ma, anzi, come la volontà di volgere lo sguardo al futuro. Revocare le onorificenze a Tito consentirà di relegare al passato una storia che ha lacerato le nostre terre, creando contrapposizioni che solo riconoscendo la verità potranno essere completamente e finalmente sanate».

ZIBERNA APPOGGIA ROBERTI - Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, non solo manifesta il suo pieno appoggio all’iniziativa dell’assessore regionale a Politiche comunitarie e corregionali all'estero Pierpalo Roberti, sulla richiesta di revoca delle onoreficienze al maresciallo Josip Broz Tito, ma ricorda di aver già sollevato la questione nel 2013, cinque anni fa. Nel maggio di quell’anno, infatti, Ziberna, allora consigliere regionale, presentò un’interpellanza alla governatrice Serracchiani in cui la invitava a  «farsi parte attiva nei confronti del Capo dello Stato per sollecitare la revoca dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferita a Tito rectius Josip Broz con decreto del 2 ottobre 1969, in considerazione, riconosciuta la responsabilità di Tito, della carneficina e della violazione dei diritti umani in particolare a danno delle comunità italiane residenti in Venezia Giulia, Quarnaro e Dalmazia a seguito dell’entrata a Trieste ed a Gorizia,  il 1 maggio 1945, dell’armata di Tito». Il sindaco non ha cambiato posizione e ribadisce oggi che «gli storici, nei cosiddetti '40 giorni di terrore titino' che hanno anticipato l’arrivo degli anglo-americani, considerano determinante la responsabilità politica di Tito per tutte le esecuzioni civili e militari. Si tratta di atrocità inenarrabili e indimenticabili, che fortunatamente la storia, dopo cinquant’anni di silenzio, ha deciso di non cancellare grazie alla Giornata del Ricordo che si celebra ogni anno il 10 febbraio, rese ancora più crudeli dalla circostanza che si verificarono a guerra finita. Ma Tito è responsabile, come noto, di una serie di atrocità che costituiscono quelle azioni di pulizia etnica destinata ad allontanare dalle terre d’Istria, Fiume e Dalmazia la popolazione autoctona italiana. Con violenze, intimidazioni, processi farsa, foibe, impiccagioni ed annegamenti Tito riuscì a provocare un esodo di 350 mila italiani che temevano per la propria incolumità». L’interpellanza non ottenne riscontro positivo e Ziberna auspica che la richiesta possa trovare accogliemento oggi «con un atto di giustizia nei confronti delle migliaia di vittime di cui fu responsabile Tito».

PETTARIN: PDL GIÀ PRONTO PER REVOCARE LE ONORIFICENZE - "È già pronta una proposta di legge per procedere alla revoca dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana a Josip Broz Tito - ha detto il deputato Guido Germano Pettarin - alla proposta, avanzata dai parlamentari di Fratelli d'Italia Luca De Carlo e Luca Ciriani e che sarà presentata alla Camera dei deputati alla ripresa dei lavori, ho garantito la mia piena adesione fin dal primo momento. Il suo fine è quello di rendere possibile, anche post mortem, la revoca di onorificenze a chiunque si sia macchiato di crimini crudeli e contro l’umanità, come nel caso di Tito. È doveroso ricordare che medesime iniziative atte a revocare le onorificenze al maresciallo Tito erano già state avanzate nella passata legislatura parlamentare dal deputato Walter Rizzetto e, nell'ambito del Consiglio regionale, dall'attuale sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, che aveva acceso i fari sulla questione già cinque anni fa, nel 2013. Ritengo sia paradossale che la Repubblica Italiana, pur riconoscendo il dramma delle foibe e l'opera di pulizia etnica messa in atto da Tito, confermi di fatto il conferimento del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, decorato di Gran Cordone, il titolo onorifico più elevato della Repubblica".