21 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Parrucchiera travolta e uccisa a Gradisca: patteggia 1 anno e 9 giorni

L’incidente, fatale per Morena Bridarolli, era avvenuto a soli 18 km/h
Parrucchiera travolta e uccisa a Gradisca: patteggia 1 anno e 9 mesi
Parrucchiera travolta e uccisa a Gradisca: patteggia 1 anno e 9 mesi (Web)

GORIZIAHa patteggiato 1 anno e 9 giorni di reclusione (con sospensione della pena) con l'impossibilità di utilizzare la patente di guida per 9 mesi, R.M., l’automobilista di Gradisca che il 15 febbraio dell’anno scorso ha travolto e ucciso Morena Bridarolli, la 48enne titolare del salone Morena Look nel centro commerciale La Fortezza. L’udienza si è tenuta ieri mattina presso il tribunale di Gorizia, davanti al giudice Flavia Mangiante.

I FATTI - Era da poco passato mezzogiorno e Morena Bridarolli era uscita di casa, in via Aquileia, per una corsa veloce prima di pranzo, nel suo giorno di riposo con il salone di bellezza. Stava percorrendo via Palmanova, nei pressi dell’incrocio con via dell’Industria quando è stata improvvisamente travolta da R.M., alla guida di una Opel Agila. Secondo la ricostruzione affidata dal Pm Valentina Bossi all’ingegner Valerio Ferro di San Donà di Piave, «l’automobilista avrebbe potuto e dovuto percepire il pericolo perché il pedone gli era praticamente di fronte: non c’è stata una comparsa improvvisa sulla traiettoria del veicolo; non sono state inoltre ravvisate violazioni in nesso di causa con il sinistro in merito alla condotta tenuta dalla signora Bridarolli». L’uomo era infatti appena ripartito dallo stop quando, nell’immettersi a sinistra in direzione di Gradisca, non si sarebbe accorto della presenza della donna, di cui non è stato poi neppure in grado di riferire la provenienza. «E’ verosimile ritenere che la sfortunata, che camminava in quel momento all’interno dell’area zebrata a margine della carreggiata, possa aver fatto affidamento che l’auto che le proveniva da destra attendesse il suo passaggio prima di ripartire dallo stop», si legge tra le conclusioni del perito. Così purtroppo non è stato e la 48enne, travolta, si è ritrovata improvvisamente caricata sul cofano dell’auto e scagliata a terra, sbattendo violentemente il viso contro l’asfalto. Le sue condizioni sono apparse fin da subito estremamente gravi. La prima a soccorrerla è stata una dottoressa che passando aveva assistito all’incidente. Sul posto è intervenuto poi il personale medico con l’ambulanza e poco dopo anche l’elisoccorso, che l’ha trasportata all’ospedale di Udine. Qui la 48enne era stata ricoverata nel reparto di rianimazione ma dopo 4 giorni di lotta tra la vita e la morte, purtroppo si era arresa: troppo gravi i traumi riportati alla testa. La famiglia, con un gesto di grande solidarietà, aveva autorizzato l'espianto degli organi per la loro donazione.

L'AMAREZZA DEI FAMILIARI - I familiari di Morena Bridarolli, assistiti da Giesse Risarcimento Danni di Gradisca d’Isonzo, gruppo specializzato nel risarcimento di incidenti mortali, hanno nel frattempo già ottenuto il risarcimento per la perdita della propria cara, dopo aver intentato una causa civile presso il tribunale di Milano nei confronti di Genialloyd S.p.A., la compagnia assicuratrice dell’auto investitrice. «Resta l’amarezza per un incidente che, con un po’ più di attenzione da parte dell’automobilista, si sarebbe potuto senz’altro evitare - commenta Denis Bevilacqua, responsabile della sede Giesse di Gradisca -. Non si è trattato infatti di uno scontro dovuto, come tanti, alla velocità, bensì al fatto che l’automobilista non si è accorto della presenza della signora e ripartendo – a soli 18 chilometri orari, come ha poi stimato il perito – l’ha tragicamente investita. Tanto è bastato, purtroppo, a portarla via per sempre dall’affetto dei suoi cari».